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La Bussola - Free Tours of Venice

The Cemetery of Venice on the Island of San Michele
13 Feb

Cimiteri e Sepolture a Venezia

Vi siete mai chiesti come le tradizioni di sepoltura siano cambiate attraverso i secoli?
Oggi Venezia ha un cimitero sull’Isola di San Michele che fu aperto nel XIX secolo.

Ma come funzionava prima?

Erano disponibili molte opzioni diverse, ma come per qualsiasi altra cosa, dipendeva dai soldi.
Principalmente, possiamo dire che la Chiesa forniva due alternative:all’interno o all’esterno dalle chiese. Entrambe le possibilità erano considerate sepolture oneste e cristiane, ma non erano certo uguali.

The interior of Frari Church with aristocratic tombs

L’interno della Basilica dei Frari con le grandi tombe aristocratiche.

Le classi abbienti potevano permettersi sepolture costose nelle chiese: per quelli di voi che non sono abituati a visitare chiese, i bellissimi monumenti e sculture che decorano entrambe le navate sono tombe e cenotafi. Questi monumenti sono solitamente tombe di famiglia e sono state progettate per celebrarne la grandezza e munificenza.

Essere sepolti dentro una chiesa, era considerato dalla società il modo più rispettabile e prestigioso per occuparsi dell’ultima dimora. Per la crescente domanda di questo tipo di sepolture, ottenere una tomba all’interno di una chiesa divenne straordinariamente costoso, ma anche molto proficuo per gli ordini monastici: vendere i diritti di sepoltura divenne una delle attività più remunerative per monaci e preti che potevano così restaurare o ricostruire le chiese.

Gli appartenenti alla gerarchia ecclesiastica avevano certamente più vantaggi per quanto riguarda le tombe e, persino tra di loro, c’erano le stesse distinzioni sociali del mondo secolare: i cardinali avevano maestosi cenotafi, i normali monaci venivano invece sepolti nelle loro cappelle, in fosse comuni.

I borghesi potevano provvedere alla loro ultima residenza in modi diversi. La sepoltura più ambita si trovava all’interno delle chiese; così, coloro che possedevano un po’ di soldi, cercavano il modo migliore e più economico di accedere a quello che veniva considerato un grande privilegio.
La loro soluzione fu una cosa simile alla multiproprietà: si iscrivevano a confraternite che fornivano mutua assistenza ai propri membri in diversi momenti della vita, morte compresa. Messi assieme, i membri potevano permettersi il prezzo di una cappella privata dove venire sepolti assieme. Alcune di queste confraternite venivano chiamate Scuola della Buona Morte, il cui unico scopo era quello di gestire sepolture per persone povere o rinnegate.

Infine, le classi più povere potevano ambire solamente a fosse comuni in cimiteri en plein air vicino alle chiese.

Campo Santo means the Sacred Field or Graveyard

Campo Santo

Camminando per Venezia, troverete molti campielli chiamati Campo dei Morti o Campo Santo: sono solitamente collocati nelle vicinanze di chiese, ma non incluse nello spazio sacro circostante. Possiamo immaginare che quei cimiteri venissero usati temporaneamente durante le emergenze: quando il bisogno di seppellire la gente era impellente, per esempio durante le epidemie di peste, in questo modo si potevano organizzare in fretta, prevenendo ulteriori contagi. Quando la minaccia era finalmente cessata, quei cimiteri venivano sotterrati, tornando così parte della vita di quotidiana, che vi scorreva sopra.

C’è un’altra domanda a cui rispondere: abbiamo detto che tutti cercavano una tomba interna, ma ovviamente c’era un numero limitato di chiese con uno spazio limitato all’interno. Cosa succedeva quando tutte le tombe erano completamente riempite? La risposta vi sorprenderà per la sua semplicità: le svuotavano! Dal 1565, s’iniziò a trasferire i resti umani rimossi dalle tombe, sull’Isola di Sant’ Ariano. Quel posto doveva sembrare parecchio inquietante all’epoca: infatti, non si preoccuparono di scavare una fossa dove collocare il tutto, ma scaricarono semplicemente resti e ossa sull’isola, dove sorgeva un piccolo monastero.

Oggi, i principali cimiteri funzionanti di Venezia sono due: quello sull’Isola di San Michele e quello Ebraico, al Lido. Si possono visitare entrambi. Altri vecchi cimiteri sono chiusi al pubblico, ma si può ancora visitare il vecchio cimitero ortodosso, dietro la chiesa di San Giorgio dei Greci

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